COMUNICAZIONE INTEGRATA


L’approccio phygital 360

Fino a qualche anno fa, la comunicazione era suddivisa in silos. Territori unici e a se stanti che quasi non dovevano entrare in contatto, più per la necessità di dominio dei manager che non per altro. Così c’era la parte PR e Ufficio Stampa che si occupava dei media e dei comunicati, la parte digital che si occupava dei social, la parte marketing che si occupava delle newsletter, della pianificazione AdV e degli eventi e la parte IT che si occupava del sito.

Oggi, invece, nulla può vivere da solo e tutto deve essere collegato. Il dato deve attraversare tutto il processo, trasformandosi, venendo modellato e utilizzato, e ridando come output un altro tassello da inserire in una specie di catena che colleghi tutto, avendo al centro di ogni azione il sito ufficiale della realtà per cui si opera. Epicentro cosmico e fondamento di una nuova visione del comunicare che vive la realtà ibrida al 100% delle sue opportunità per definire una presenza univoca e ben consolidata, in grado di trasformarsi rimanendo se stessa per integrarsi completamente in una nuova dimensione fluida, capace di abbattere barriere e sviluppare nuovi orizzonti.

Il raggio d’azione

Quando si parla di comunicazione integrata, bisogna considerare che ogni operazione deve, prima di tutto porsi due obiettivi: raggiungere uno scopo e creare una nuova opportunità. Sotto questo profilo, la comunicazione integrata già di per se stessa mira a coinvolgere più ambienti in un’unica missione: dare quanta più visibilità possibile al progetto protagonista dell’attività. Il secondo risultato poi verrà definito a detta delle possibilità concrete dell’attività.

Molto spesso, infatti, si fanno i conti senza l’oste, ma nel momento in cui poi bisogna tirare le fila ci si accorge che manca sempre qualcosa. Ci sono quindi dei passaggi essenziali che è necessario considerare quando si approccia la comunicazione integrata e che non possono essere sottovalutati. Uno su tutti senza ombra di dubbio è: l’economia. Oggi tutto ha un costo e non si può prevedere di comunicare a livello integrato senza considerare di investire denaro. Per capire, però dove investire, prima di tutto bisogna avere ben chiaro quali sono i KPI che si vuole raggiungere e quindi di cosa si ha bisogno per farlo. Per comprendere questo, ancora una volta serve avere una squadra di professionisti che non guardi solo al proprio utile e al controllo su una singola area, ma che invece lavori in maniera sinergica e integrata per trovare insieme soluzioni utili all’obiettivo senza avere dinamiche gerarchiche, ma affrontando le situazioni insieme e con un’organizzazione orizzontale.

In the Loop

Nello specifico bisognerà partire da un concept che, però, si basi su un trend e che possa risultare anche di interesse mediatico. Il tutto dovrà avere da una parte un output fisico che possa essere un evento, un gadget, una ricerca o un qualunque altro prodotto. Questo a sua volta o prima o dopo dovrà potersi declinare anche in contenuto digitale, tanto per i social, quanto per il sito, su cui in realtà dovremo cercare di orientare tutta l’attenzione, realizzando call to action da inserire in ogni forma di comunicazione verso l’esterno: comunicati, newsletter, social, banner grafici e così via.

Per far si che ogni piattaforma quindi possa contenere un pezzo del puzzle e che a sua volta possa orientare il pubblico verso il sito, dovremo far si che il prodotto possa trasformarsi in diversi oggetti: foto, video, documenti scritti, podcast, comunicati, presentazioni grafiche.

Ognuna di queste emissioni, dunque, dovrà avere una sua tempistica, che dovrà seguire un percorso, per poter raccontare una storia che sappia attrarre e insegnare, essere fluida e approfondire, ma soprattutto valorizzare il brand, il cliente o il prodotto su cui si sta lavorando.

In questo contesto, poi, non bisogna avere fretta. Per realizzare un integrazione perfetta che parta dal sito e torni al sito attraverso ogni sua declinazione stilistica, infatti, la caratteristica fondamentale di ogni contenuto deve e dovrà essere quella della qualità. Non esistono lavori artigianali che prevedano la fretta e per questo le tempistiche, la preparazione e la perfezione di ogni meccanismo devono essere calcolate con precisione “millimetrica”, in modo da poter ottenere il massimo risultato possibile, arrivando alla rappresentazione metaforica dell’anima ingegneristica di un orologio svizzero, se poi c’è anche il cucù tanto meglio, la creatività non guasta mai.

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Vivo a Roma dal 2019, ma spesso torno a Milano e in particolare a San Donato Milanese

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